L’anno dei borghi: in giro tra i sapori della Campania

Di tradizioni e cultura è ricca la regione Campania ed il suo capoluogo, Napoli, in cui si  parla un dialetto riconosciuto patrimonio dell’Unesco e seconda lingua ufficiale d’Italia.  All’interno del suo territorio, comprese le isole, sono custoditi borghi ricchi di storia e di tesori popolari. E’ impossibile raccontarli tutti e decretare quali siano i più belli perché sono davvero tutti unici.
Proviamo a fare insieme un giro tra alcuni borghi della Campania attraverso un immaginario percorso gastronomico, alla scoperta dei sapori e degli odori di questi luoghi straordinari.





AGEROLA

Cominciamo dalla provincia di Napoli, dove si trova un piccolo borgo, semplice e dal  panorama incantevole, dove possiamo iniziare il nostro percorso con un assaggio di Provolone del Monaco,  principale eccellenza gastronomica locale. Si tratta di un formaggio che prende il nome dalla mantella che i pastori usavano tradizionalmente per percorrere il tragitto da Vico Equense fino a Napoli. Siamo ad Agerola, paesino tranquillo e situato a metà strada tra la costiera sorrentina e quella amalfitana. Ottima meta per i turisti che desiderano visitare i luoghi rinomati della costiera ma vogliono ascoltarne il silenzio. Da visitare la storica residenza di Palazzo Acampora, che prende il nome da una delle più importanti famiglie nobiliari della zona, i ruderi del Convento di San Francesco di Cospiti che riportano ad un antico insediamento francescano dell’undicesimo secolo, la Chiesa monumentale di San Matteo Apostolo la cui costruzione iniziò nel 1580, al posto di un edificio ecclesiastico preesistente. Ma  Agerola è famosa soprattutto per il meraviglioso sentiero Degli Dei, una lunga camminata che collega Bomerano frazione di Agerola con Nocelle frazione di Positano. Il sentiero è molto lungo, ma immerso nella natura e durante la traversata, tra gli odori dell’erba e della pastorizia, si può ammirare un panorama mozzafiato che racchiude la costiera amalfitana e quella sorrentina in un’unica sinfonia di colori.     

NUSCO

Ci spostiamo in provincia di Avellino per consumare il nostro banchetto virtuale sul terrazzo dell’Irpinia, Nusco, un affascinante  borgo posto a 900 metri di altezza, che domina le valli dell’Ofanto e del Calore. Dal suo castello longobardo si possono ammirare il massiccio del Vulture, il Montagnone di Nusco, il Terminio, il Partenio, il Taburno, il Matese e i Dauni, tutti avvolti da castagni, frutti di bosco e tartufi. A Nusco, tra gli odori della terra e l’infinita melodia del silenzio, si possono assaporare le specialità dell’Irpinia: cicalucculi (gnocchetti), nucchitelli (farfalle) e  insaccati di carne suina come soppressata, salsiccia e capocollo. Oltre al caratteristico centro storico di origine medievale, dove si possono ammirare i palazzi nobiliari, i portali in pietra, gli archi, le volte ed i caratteristici  balconi in ferro battuto, da visitare la Cattedrale di sant’Amato, edificata nell’XI secolo per conservare le sacre reliquie del santo, oggi tornata all’antico splendore, il Seminario Vescovile, posto nei pressi della Cattedrale ed eretto nel XVIII secolo, la chiesa della SS. Trinità e la chiesa di S. Giuseppe con la sua  facciata barocca. A Nusco è bello perdersi tra i vicoletti di ciottoli del centro storico ed all’alba inciampare nelle voci dei cacciatori o respirare l’odore della farina dalle mani dei “Maestri pastai”.   




SESSA AURUNCA

 Ci rechiamo a Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, piccolo borgo dalle origini antiche,  delimitato dalla catena del Monte Massico, dal fiume Garigliano, dal Mar Tirreno e dal massiccio vulcanico di Roccamonfina, per assaporare il vino fresco e fruttato delle cantine di Galluccio. Dai vigneti posti lungo le pendici del vulcano spento di Roccamonfina si raccolgono i grappoli da cui si ricava questo vino, ottimo per accompagnare i sapori campani. Da visitare a Sessa Aurunca la chiesa barocca di Ferdinando Sanfelice, dai bellissimi pavimenti in maioliche, facente parte di S. Agostino, il più grande complesso conventuale costruito nel borgo inferiore. Nel borgo superiore troviamo, invece, l’architettonica costruzione del Duomo, in stile romanico, restaurato nel XVIII secolo. Nei pressi dell’area archeologica di Minturno sul confine fluviale che divide la provincia di Caserta da quella di Latina, si può ammirare il ponte borbonico “Real Ferdinando” sul Garigliano, edificato nel 1832, il primo ponte sospeso ad essere stato realizzato in Italia ed il secondo ponte ad essere stato realizzato in Europa, un grandioso esempio di architettura industriale del Regno delle Due Sicilie. Da visitare anche il Teatro Romano, con una capacità di oltre 3.500 spettatori, eretto durante il I° secolo a.C. e restaurato ed ampliato da Matidia minore, cognata dell’imperatore Adriano Vibia Sabina durante il II° secolo d.C., che vanta una meravigliosa vista sul golfo di Gaeta. Sessa Aurunca, oggi divenuto un vero e proprio centro cittadino, custodisce al suo interno, come in un grande scrigno, il prezioso tesoro delle sue antiche tradizioni.

SANT’AGATA DEI GOTI

Ed ora facciamo un salto in uno dei borghi più belli d’Italia. Sant’Agata dei Goti, in provincia di Benevento,  vanta la bandiera arancione del Touring Club Italiano. La cittadina sorge alle falde del monte Taburno, dalle cui sorgenti si alimenta l’acquedotto carolino di Luigi Vanvitelli, ed è arroccata su un promontorio tufaceo avvolto nel silenzio. Oltre al caratteristico centro storico, possiamo ammirare il Duomo, edificato nel XVIII secolo sui resti di un antico tempio dedicato alla dea Cerere, che conserva inalterato il suo originario aspetto barocco, la Chiesa della Santissima Annunziata, edificata nel XVIII secolo come parrocchia per gli abitanti delle campagne, la Chiesa di Sant’Angelo in Munculanis, di epoca medievale, che è abbellita all’interno da colonne longobarde e dalla cripta con le particolari sepolture “a scolatoio”. Meritano una visita anche  il Castello ducale, la chiesa della Madonna del Carmine, la chiesa di San Francesco di Assisi, con gli affreschi del pittore Giaquinto dell’inizio del Settecento e il maestoso Palazzo Vescovile, oltre a numerosi reperti archeologici di epoca romana. Qui è prodotta la Melannurca Campana divenuta ad Indicazione Geografica Protetta. Il riconoscimento della Melannurca ha consentito alla Campania di diventare la prima regione del Mezzogiorno per numero di prodotti tutelati e contribuisce a mantenere  il primato dell’Italia in Europa. A Sant’Agata dei Goti è meraviglioso perdersi tra i sentieri naturali dove il mondo sfugge ai rumori del quotidiano, il canto degli uccelli segna il trascorrere delle ore e le mele si mangiano con la buccia.     




CONCA DEI MARINI

Per chiudere il nostro giro gastronomico ci rechiamo in provincia di Salerno, a Conca dei Marini. Un piccolo borgo marinaro, soprannominato città dei naviganti e conosciuto per la sua suggestiva bellezza apprezzata da molti personaggi famosi negli anni Sessanta: da Gianni Agnelli a Jacqueline Kennedy, da Sofia Loren alla principessa Margareth d’Inghilterra. Uno dei  luoghi più caratteristici è la Marina di Conca, una piccola baia che racchiude tra le casette bianche la cappella della Madonna della Neve. Da ammirare, inoltre,  la Torre del Capo di Conca (o Torre Saracena) che è una torre di guardia cinquecentesca a pianta quadrata e la Grotta dello Smeraldo, una splendida insenatura naturale. Da non perdere la Chiesa di San Pancrazio, la Chiesa di San Giovanni Battista (o di Sant’Antonio da Padova) e il complesso dell’ex convento di Santa Rosa, che si vede in tutta la sua imponenza avvicinandosi ad Amalfi.  Il monastero è famoso perché nel Settecento, dalla ricetta delle suore di Santa Rosa, avrebbe avuto origine la famosa sfogliatella Santa Rosa. Qui ogni anno il 30 agosto si celebra questa delizia della pasticceria partenopea. Altri dolci caratteristici da assaggiare al termine del nostro gustoso itinerario sono i “Passolini“, acini d’uva passa in un minuscolo cartoccio fatto con foglie profumate di limone e legate con un sottile filo di giunco.

Termina qui il nostro percorso tra i sapori della Campania, un percorso nella storia dei luoghi più intimi del nostro Paese, dove è ancora possibile ascoltare il battito della vita ed andare alla scoperta delle nostre origini.      

di Silvia D’ Eboli

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