Dal museo archeologico all’albergo dei poveri

Percorriamo insieme uno degli itinerari più affascinanti ed autentici del centro storico partenopeo, da Piazza Museo Nazionale a Piazza Carlo III.

Sulla sinistra si erge il Museo Archeologico Nazionale, oggetto di numerose  modifiche. La costruzione dell’edificio fu iniziata nel 1585  per volere del viceré spagnolo Pedro Giron duca di Osuna come caserma di cavalleria. Questa era situata al di fuori della cinta muraria di Napoli, che correva dove oggi si trovano i porticati antistanti la Galleria Principe di Napoli (posta proprio di fronte al Museo). Nel 1612 il vicerè Pedro de Castro decise di trasferire nell’edificio incompiuto l’Università di Napoli (“Palazzo dei Regi Studi”). Ferdinando IV, succeduto sul trono di Napoli, liberò  gli ambienti destinando la struttura a raccogliere reperti del Regno e degli Scavi di Ercolano e Pompei.

Proseguendo, arriviamo a Piazza Cavour (Nodo di interscambio tra le linee 1 e 2 della Metropolitana). Qui sono presenti edifici storici del cinquecento come Palazzo Carafa di Maddaloni, saccheggiato da Masaniello durante la rivolta, e la Chiesa di Santa Maria della Stella (1577) da cui prende il nome l’omonimo Quartiere. La chiesa fu fondata nel 1571 per ospitare una immagine della  Vergine scoperta durante la peste del 1501, in precedenza conservata presso Porta San Gennaro, la più antica Porta di Napoli, posta sul lato destro della strada.

Ci troviamo in Via Foria, una delle strade più percorse e trafficate di Napoli, lunga un chilometro esatto da Piazza Cavour a Piazza Carlo III, che attraversa gli antichi quartieri Stella, San Carlo all’Arena e San Lorenzo. La strada deve il suo nome alla corruzione di Forino nel XVII secolo, il principe della famiglia dei Caracciolo che edificò il primo di un nucleo di palazzi della zona con bellissimi giardini. Una volta rettificata, per la sua larghezza, questa strada divenne uno dei campi preferiti per le petriate, un gioco diffuso tra la plebe napoletana, che consisteva nel dividersi in due squadre e tirarsi scambievolmente delle pietre.





Sul lato sinistro della strada, troviamo Via dei Cristallini, un Vecchio rione, accanto alla chiesa di San Severo a Capodimonte, dove si trova il Giardino degli Aranci (Spazio Verde con laboratori musicali e teatrali per i ragazzi del quartiere). Qui ha inizio il borgo dei Vergini. Tutti i palazzi di questo comparto in stile primo Ottocento, non superano i tre piani di altezza e molti androni di palazzi e giardini alle loro spalle rispettano la stessa sistemazione registrato nel 1830.

Giungiamo a Piazza Miracoli, che prende il nome dalla chiesa e dal convento presenti sul posto (orari 8-12;16-19). La piazza è stata di recente riqualificata per restituire alla città ed ai cittadini uno dei luoghi più suggestivi  del centro storico partenopeo. La costruzione della chiesa fu avviata nel XVII secolo nella zona prospiciente il limite nord della murazione antica della città. Nello stesso periodo fu fondato l’omonimo convento assegnato ai padri Rifornati Conventuali di San Lorenzo. Il complesso passò nel 1660  sotto la giurisdizione della nobile associazione caritativa del Pio Monte della Misericordia. Dal 2008 la struttura ospita il corso di Laurea Magistrale in “Architettura” ed il corso di Laurea Magistrale in Pianificazione territoriale urbanistica ambientale.





Al XIX secolo risale, invece, la costruzione della Caserma Garibaldi, ottenuta inglobando importanti strutture antiche come i due torrioni e parte della cinta muraria aragonese, che scorreva parallela a via Cesare Rosaroll. Dopo la caserma, sempre sulla destra, troviamo il palazzo Ruffo di Castelcicala, costruito tra il XVII e il XVIII secolo, ambientazione dei due film di Luciano De Crescenzo, Così parlò Bellavista e Il mistero di Bellavista. Più avanti, sulla sinistra, il palazzo dei Franchis con la chiesa di Santa Maria Addolorata dei Franchis, un tempo cappella nobiliare. Proseguendo ancora, è possibile raggiungere l’antichissima chiesa di Sant’Eframo Vecchio, probabilmente risalente al V secolo, nella cui zona esisteva il cosiddetto cimitero delle cetrangolelle (termine utilizzato dai napoletani per indicare i cedri, un tempo presenti in questa zona), luogo sconsacrato che riceveva le spoglie di prostitute, atei o scomunicati.

Proseguendo su Via Foria troviamo l’Orto Botanico, il più importante vivaio in Italia per numero e qualità delle specie presenti, sede del dipartimento di Biologia vegetale. Voluto da Giuseppe Bonaparte, il Real orto botanico è una struttura dell’Università Federico II di Napoli (Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali) ed uno dei centri di ricerca più qualificati in tema di ambiente (ha una estensione di 12 ettari ed ospita circa 9000 specie vegetali e quasi 25000 esemplari tra arbusti, piante secolari e serre attrezzate).

Di fronte all’Orto Botanico, sorge Palazzo Lariano Sanfelice, opera del grande architetto Ferdinando Sanfelice e superato l’Orto Botanico, a destra della strada, troviamo la maestosa chiesa di Sant’Antonio Abate di fondazione angioina.

Il nostro percorso termina in Piazza Carlo III dove si erge imponente l’Albergo dei Poveri o Palazzo Fuga, una delle più grandi costruzioni settecentesche d’Europa (350 metri di facciata da poco ristrutturata), costruito nel 1751 da Ferdinando Fuga. Il palazzo era alloggio per indigenti fino alla fine del 1800. Oggi è palcoscenico di rappresentazioni teatrali, museo e sede di eventi vari.

Cliccando sulla mappa è possibile visualizzare il percorso

A) museo archeologico
B) santa maria della stella
C) santa maria dei vergini
D) san carlo all’arena
E) orto botanico
F) albergo dei poveri

 

Mappa Itinerario

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