Passeggiando per il quartiere San Ferdinando

I miei Occhi sono abbagliati, la mia anima rapita….
In Europa non v’è nulla, non dirò che somigli, ma che possa anche lontanamente dare un ‘idea di ciò che vedo…” [Stendhal 1817]

Delimitato a ovest da Chiaja e nord da Montecalvario, San Ferdinando è il cuore antico e il cardine del governo politico ed amministrativo della città, tutto questo fino ad oggi.

Con la conquista di Napoli da parte degli Angiò(1266), San Ferdinando comincia ad assumere la propria conformazione “moderna” infatti la forte urbanizzazione che ci fù, fece perno tutta attorno a Castel Nuovo, tra la collina(monte Echia) ed il Mare, detta anche platea di porto Pisano, per la comunità dei mercanti toscani che popolavano la zona.




Contigua al Mare si apprezza la Cappella Palatina, in forme gotiche raffinate, e i frammenti degli affreschi di Giotto e bottega intorno alla finestra.

Degna dimora di una dinastia tra le più prestigiose in Europa, Il castello accoglie in questa stagione Il papa Celestino V, Giotto, Boccaccio Petrarca.
Negli anni del viceregno spagnolo (1503-1704), giunto a Napoli nel 1532, Pedro de Toledo concepisce il primo “Piano regolatore” della città, come culla un asse centrale rettilineo, via Toledo (1534) costruita sul fossato delle mura Aragonesi con materiale di risulta delle strutture difensive.

Via Toledo si raccorda alla collina del Vomero attraverso una rampa, la Pedamentina, al centro di una maglia fatta a scacchiera dove alloggiavano le truppe del viceré, i Quartieri Spagnoli.

Nel 1600 Domenico Fontana riceve l’incarico di costruire palazzo Reale dove sorgeva il vecchio palazzo dei viceré; nel 1668 viene creata la darsena del Beverello.
Dopo la breve parentesi del Viceregno Austriaco Napoli torna ad essere capitale del Regno con l’avvento della dinastia Borbone (1734).
Qui Carlo Figlio di Filippo V di Spagna affida all’architetto Giovanni Antonio Mediano, nel 1737 il Real Teatro di san Carlo, il più antico e il più celebrao monumento musicale d’Europa.




Al ritorno della dinastia Borbone dopo il periodo d’esilio sancito da Giuseppe Bonaparte, nel 1817 fu costruita l’imponente basilica devota a san Francesco di Paola, quasi contemporaneamente un anno prima viene ricostruito il Teatro san Carlo dopo la distruzione di un incendio.
Con il colera del 1884 con oltre 7000 vittime Napoli viene completamente Sventrata è ricostruita dal centro cittadino.

Nel 1927 inizia la costruzione della galleria Vittoria viene poi creato un giardino (Molosiglio), l’area dell’ex arsenale Borbonico.

Oggi in piazza Municipio è stata riportata alla luce grazie gli scavi della metropolitana una città antica.

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