Quartieri di Napoli: Stella San Carlo all’Arena

Si estende fino all’estremità nord orientale del territorio cittadino, al confine con:

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Poggioreale (viale comandante Umberto Maddalena, largo Santa Maria del Pianto, via Nuova del Campo);
quartiere Vicaria (Via don Bosco);
quartiere San Lorenzo (piazza Carlo III, Via Foria);
quartieri di Miano Piscinola, Chiaiano, Secondigliano, San Pietro a Paterno.

San Carlo all’arena
Il nome deriva dalla chiesa ubicata in via Foria (1602) ovvero nel canalone di raccolta delle acque piovane provenienti dalle colline settentrionali – che per secoli avevano ostacolato l’espansione della città – trasformato dai periodi di secca, in un letto sabbioso (da cui Arena). Lungo la via si snoda il percoso delle mura cittadine, dell’età greca alla vicereale.

Il quartiere Stella condivide con San Carlo all’Arena via e salita dello scudillo, salita Capodimonte, via dei Cristallini , via Vergini, via Procelle a porta San Gennaro, Delimitato dal Quartiere San Lorenzo (piazza Cavour, piazza Museo Nazionale), dal Quartiere Avvocata (via Santa Teresa, salita San Raffaele, piazzetta Fontanelle, vallone dei Gerolamini) e Arenella (via Antonio Cardarelli, via Michele Pietravalle).

Con l’avvento di Carlo di Borbone sul Trono Napoletano (1734), dopo circa due secoli di dominazione Spagnola, incomincia un urbanizzazione della città di Napoli.
Sulla collina di Capodimonte , il re commissiona ad Antonio Mediano(1738) una nuova Reggia anche per esporre gioielli cimeli di famiglia oggetti ereditati, etc..
Mentre opere classiche e reperti recuperati dagli scavi di Ercolano e Pompei confluiscono nel Real Museo Borbonico ex palazzo degli studi (il museo Archeologico Nazionale).

Un altro gran riconoscimento va di sicuro alla nascita della fabbrica di porcellana di Capodimonte ospitata nei giardini della reggia.

Con I Francesi dunque la morfologia intera dei quartieri cambia faccia, viene progettata via Foria la strada dei Fossi riassettata nel (1768).

Su in alto alla collina di Miradois, dopo la Reggia di Capodimonte troviamo via Moiariello (popolarmente significa piccolo “Moio”,”Moggio” in italiano da cui Moiariello al termine della quale sorge L’Osservatorio Astronomico(1819 tra i primi in Europa).

Nel corso dell’Ottocento , il verde dei giardino cede il passo alle abitazioni, al contrario delle pendici della collina di Miradois che mantengono lo stesso Fascino.

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