Villa Floridiana piccolo polmone verde del Vomero

Nel giugno 1815 Ferdinando IV di Borbone acquistò per la moglie Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia, la tenuta del principe Giuseppe Caracciolo di Torella, ampio appezzamento sulla collina del Vomero, dove si ergeva una imponente villa che, in onore della moglie, chiamò Floridiana.

Viali e sentieri furono sistemati a verde dal direttore dell’Orto Botanico Friedrich Dehnhardt che ornò il parco con 150 specie di piante tra cui lecci, pini, platani, palme, bossi e una ricca collezione di camelie.
Dal 1927 la Villa Floridiana ospita un museo dedicato alle arti decorative: il Museo Nazionale della Ceramica Duca di Martina.




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Il parco è una scenografica alternanza di tortuosi sentieri e ombrosi boschetti, bellissimo quello di camelie, con ampie zone occupate da praterie e aperte verso il golfo, in un’affascinante sintesi di elementi geometrici tipici del giardino all’italiana e di soluzioni prospettiche del giardino all’inglese.
Ad accrescere l’atmosfera romantica e pittoresca del parco, Niccolini inserì una serie di finte rovine, statue ed elementi architettonici, in parte ancora esistenti. Ricordiamo fra l’altro il Tempio ionico, bianco a pianta centrale.

Il Teatrino della verzura, struttura a pianta ellittica delimitata da una bassa siepe di mirto, da una doppia gradinata di piperno nella platea.

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La villa presenta una semplice pianta rettangolare arricchita da due brevi ali destinate a locali di servizio. La facciata settentrionale, rivolta a monte, si sviluppa linearmente su due piani e, benché sia quella principale, si presenta in modo estremamente sobrio. La facciata rivolta a mezzogiorno, invece, in virtù del forte scoscendimento del terreno, si articola su tre piani.




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Le porte-finestre del secondo piano presentano una singolare centinatura ispirata al capitello ionico.
Esemplare è la decorazione, tuttora esistente, della grande galleria costituita da sobri stucchi che sono in perfetta armonia con la struttura architettonica esterna. Al centro delle pareti maggiori due caminetti in marmo statuario con colonnine ioniche sormontate dalle grandi specchiere. La volta dipinta è opera di Giuseppe Cammarano.

l’ingresso della villa è in via Cimarosa quartiere Vomero.

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